Hai appena iniziato a fare gli scatoloni e ti sei reso conto che infilare calici di cristallo e quadri nello stesso contenitore non è stata una gran mossa? Tranquillo, ci sono passati tutti.
Per evitare danni irrimediabili ai ricordi di famiglia o a quel servizio di piatti a cui tieni tanto, il segreto è scegliere gli imballaggi per traslochi giusti.
Nel mondo della logistica e dei traslochi, gli imballaggi non sono tutti uguali e si dividono in tre grandi categorie: primari, secondari e terziari. Vediamo insieme le differenze e come usarli correttamente.
È lo strato che sta a diretto contatto con il singolo oggetto. Questa categoria è in assoluto la più importante, in quanto va a proteggere gli oggetti dagli urti e dalle vibrazioni del camion.
Fanno parte di questa sezione:
Il consiglio è di non risparmiare sul nastro adesivo per bloccare l’imballaggio primario. Se l’oggetto scivola fuori dalla sua copertura, la protezione si azzera.
Dopo aver messo in sicurezza i singoli pezzi, entra in gioco l’imballaggio secondario, che ha un duplice obiettivo: ottimizzare lo spazio e raggruppare gli oggetti. L’esempio più classico sono le scatole di cartone ondulato.
L’ultimo livello viene utilizzato per velocizzare e semplificare il trasporto vero e proprio. L’imballaggio terziario, infatti, tiene uniti e stabili tutti i tuoi scatoloni. Ne sono esempi la pellicola trasparente che si usa per unire più scatole su un bancale, oppure, nei traslochi internazionali o di grandi dimensioni, il container vero e proprio.
Gestire tre livelli di imballaggio diversi e capire se quel cartone reggerà il peso dell’enciclopedia di nonno può diventare un incubo a occhi aperti. Il rischio di sbagliare materiale e trovare una brutta sorpresa all’apertura dei pacchi è sempre dietro l’angolo.
Se vuoi evitare lo stress del trasloco, affidati a chi fa questo mestiere tutti i giorni. I professionisti di Assembly sanno esattamente quale protezione serve per ogni specifico oggetto, dal pezzo d’antiquariato alla tazzina del caffè.
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